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Video-tutorial per costruire pdf accessibili (seconda parte)

La presentazione di Scano

Proviamo insieme

frascatiPer un po’ di tempo userò questo blog come punto d’appoggio per il corso sui siti web che condivido con i miei amici/colleghi degli uffici scolastici.

Sono contento di questo e spero che possiamo davvero aiutarci e condividere i nostri dubbi, le nostre idee e le nostre proposte di lavoro.

Comunicazione digitale a norma nella pubblica amministrazione

pensare accessibile per scrivere accessibileAllego la presentazione Comunicazione digitale a norma nella pubblica amministrazione (ppt, 972 kb) che ho utilizzato nel seminario di oggi allo Smau.

Ringrazio tutti i presenti per l’attenzione e per il clima di partecipazione che si è instaurato.
Un docente mi ha scritto dicendomi che però la strada da percorrere è ancora lunga. Penso che abbia ragione, anche se “insieme diventa un po’ più corta”.

Gli aspetti redazionali di un sito e la costruzione di pdf accessibili

Allego la presentazione (ppt, 721 kb) utilizzata durante il workshop tenuto, insieme a Maria Abate, alla Giornata aperta sul web del 28 aprile 2008.

Il mestiere di scrivere

“L’ho scritto pensando ai miei colleghi comunicatori di impresa, agli insegnanti, agli studenti, a quanti (quasi tutti, ormai) scrivono nel loro lavoro quotidiano e vogliono farlo in maniera più semplice ed efficace. Possibilmente provandoci gusto. Dall’Indice andate all’ultima sezione di ogni capitolo: una webliografia personale e passionale, non ragionata, per leggere ancora sulla carta e sul web” (Luisa Carrada, dal sito www.mestierediscrivere.com)

copertina di Scrivere per internetDopo lo storico “Scrivere per internet” (Edizioni Lupetti, 2000), Luisa Carrada pubblica “Il mestiere di scrivere” (edizioni Apogeo, 2008). Il titolo ricorda il suo seguitissimo sito con blog annesso, www.mestierediscrivere.com, ma il sottotitolo, concreto ed efficace come una tagline, ne anticipa il contenuto: le parole al lavoro, tra carta e web.

Si tratta di uno strumento prezioso per chi scrive testi ed anche per chi cura gli aspetti redazionali di un sito. Non mancano spunti molti utili a chi scrive mail (e chi non lo fa?) e a chi produce slide (cioè, le presentazioni: e chi le sa fare in modo efficace?).

L’indice può dare un’idea dei contenuti e dello stile comunicativo utilizzato:

  • La rivincita della scrittura
  • Le parole si guardano
  • Le trappole della semplificazione e le sirene dell’originalità
  • Dove la scrittura si contrae
  • Dove la scrittura si espande
  • Le conversazioni si scrivono
  • La lingua dei brand, tra conversazioni e narrazioni
  • Caro cliente, cara persona
  • Wordscape: nelle slide, scritture formato paesaggio
  • Cose nuove da imparare

cattivi esempi

Come pretendere che professori e studenti scrivano bene quando il governo dà il cattivo esempio?

http://vitadaprof.wordpress.com/2008/01/05/un-votaccio-al-decreto/

who, what, when, where , why

Qualcuno, in privato, mi ha fatto notare che prima di pensare a chi ci si rivolge (A chi scrivo?) bisogna aver le idee chiare sull’argomento sul quale si vuole scrivere.
OK, conosco anch’io le regole classiche per verificare la compiutezza dell’esposizione. Conosco quelle latine: quis? (chi?), quid? (che cosa?), cur? (perché?), ubi? (dove?), quando? (quando?), quemadmodum? (in che modo?), quibus adminuculis? (con quali mezzi o aiuti?). E conosco anche quelle inglesi: who? (chi?), what? (che cosa?), when? (quando?), where? (dove?), why? (perché?).
Nella trattatistica bisogna aspettare il XIII secolo perché Albertano da Brescia introduca un riferimento al destinatario: cui dicas.
Eppure non credo di aver sbagliato: i destinatari principali del mio precedente intervento sono insegnanti che hanno, di solito, le idee ben chiare su che cosa dire e sul whowhatwhenwherewhy. Il problema vero degli insegnanti sono le deformazioni professionali, due ed opposte:

  • la tendenza esasperata a semplificare ed a chiarire, a spiegare anche le cose ovvie
  • la tendenza al rigore tecnico per salvaguardare la dignità della materia

Tra i due eccessi è meglio il primo, ma vale la pena di prender bene le misure. Torno a dirlo: «Per chi scriviamo?»

A chi scrivo?

«A chi scrivo?»
«Se non lo sai tu…» diranno subito i miei pochi lettori.
Avete proprio ragione. Prima di cominciare a scrivere dobbiamo chiederci a chi ci rivolgiamo.
Se ci rivolgiamo al Collegio dei Docenti della nostra scuola, potremo tranquillamente parlare di Pof. Se stiamo scrivendo alle famiglie dei nuovi iscritti, sarà opportuno dire Piano dell’offerta formativa e spiegare brevemente di che cosa si tratta.
Se il nostro pubblico è misto chiediamo agli esperti di avere pazienza e seguiamo come regola generale quella di definire i termini tecnici importanti che usiamo nel nostro discorso.
Lo stesso vale per i riferimenti culturali ad esclusione di quelli ovvi. Non spiegheremo mai chi era Garibaldi, ma in un testo rivolto ad un pubblico generico daremo qualche indicazione su Daniele Manin.